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· Spazio personale: Sulla Sabbia · Spazio personale: Sulla Sabbia · Categoria: 12SulMare1940/41 ·

Spazio personale: Sulla Sabbia

12) Sul Mare 1940/41



La battaglia dei convogli



Non si puo' non considerare come le battaglie nel deserto nordafricano, col loro movimento a 'pendolo', siano fortemente influenzate dall' andamento della corrispondente battaglia dei convogli che si sviluppa nel Mediterraneo centrale infatti, mentre l'armata britannica puo' confidare su forze e provenienze da tutto l'impero attraverso la sicura rotta del Capo, la capacita' operativa dell'armata dell' Asse dipende dal flusso logistico di rifornimenti dall' Italia.
Elemento cruciale risulta essere l'isola di Malta, ad inizio guerra praticamente indifesa ed inoffensiva, viene presto trasformata in una base aereonanavale in grado di intercettare con aereosiluranti, sommergibili e cacciatorpediniere i convogli italiani.
Occorre sottolineare come la capacita' offensiva delle forze dell'isola sia potenziata dalle decrittazioni di Ultra che spesso permettono agli Inglesi la conoscenza di orari e rotta convogli.
Di fatto si riscontra che alle perdite di esiziali rifornimenti corrisponde la ritirata strategica di Rommel nel '41.
In seguito Malta, sottoposta a intensi bombardamenti, vede nel '42 annullate le sue possibilita' offensive consentendo la ripresa dell' Asse. Infine il potenziamento della caccia britannica e il ritiro della Luftwaffe per la riallocazione in Russia determina il ritorno offensivo dell' isola con quella crisi nei rifornimenti che risulta decisiva ad El Alamein.
In estrema sintesi si tratta di una feroce battaglia per difendere/interdire due vitali flussi di rifornimento: la tratta per la Libia e quella per Malta. E' con il sacrificio di marinai ed aviatori da entrambe le parti che si riescono a mantenere aperte le due rotte navali pur in modo altanelante.
Per parte britannica lo sforzo per mantenere la capacita' offensiva di Malta, rifornendola di tutto, non demorde nonostante le batoste ricevute nella prima meta' del '42 come quando una petroliera semiaffondata riuscira' ad entrare in Grand Harbour con il suo vitale carico di benzina avio.
Per parte italiana, seppure con picchi di perdite di materiali fino al 63% (Novembre '41), la perdita complessiva di piroscafi rispetto ai piroscafi-viaggio risulta essere dell' 8,4%. Purtroppo i rifornimenti spesso non risultano adeguati alle necessita', anche quando si riesce a far giungere tutto cio' che che salpa dall' Italia spesso e' molto meno di quanto sarebbe indispensabile.

La nave si piegava a dritta, vicino a me un marinaio napoletano, gli chiesi 'Si va a fondo?' 'Comme n'se va a fonne!' rispose e si butto'... mi calai lungo le corde del paranco, l'acqua era fredda e impegnata di nafta, cercavo di non bere... Fummo recuperati dal caccia di scorta, lo Strale, che ci riporto' a Brindisi, tutti in coperta, a piedi scalzi, chi con le sole mutande, tutti neri di nafta...infine ci diedero 15 giorni di licenza, arrivai al paese di notte, mio cugino mi attendeva in stazione, gli dissi 'Ho perso tutto, sono rimasto con la sola coperta' e lui, togliendomela, la getto' sui binari dicendo 'Ma butta pure questa, l'importante e' che ti sia salvato!' Cosi' si ruppe la bottiglia di cognac che avevo comperato e infilato nella coperta arrotolata...
Da FRONTE D'AFRICA C'ERO ANCH'IO marinaio cannoniere O.Capocasa Piroscafo Bosforo



-AEROSILURANTE SWORDFISH MKI- TARANTO 11 NOVEMBRE 1940

La portaerei Illustrious salpa da Malta e lancia 21 Swordfish in due ondate sul porto di Taranto, sono solo 11 siluranti ma ben tre nostre corazzate (Cavour, Littorio e Duilio) risulteranno semiaffondate e fuori uso, viene annichilita ogni capacita' strategica offensiva della nostra flotta da battaglia che si ritira a Spezia.
L'azione e' stata pianificata dal 1938, gli aerei sono obsoleti ma accuratamente predisposti (con un meccanismo per lo sgancio su bassi fondali), gli equipaggi addestrati (hanno gia' affondato 4 cacciatorpediniere in ormeggio), cosicche' per gli Inglesi incidono poco sfortuna (la portaerei Eagle non ha potuto partecipare al raid) e fortuna (molti palloni frenati sono stati dispersi da una tempesta). Purtroppo Supermarina ha coniugato mancanza di aggressivita' e colpevole attendismo senza cogliere i segnali del disastro imminente.

Il velivolo E4F decolla per ultimo nella prima ondata, impiega 2 ore per giungere su Taranto, arriva da NordEst. Sussultando ed ondeggiando cerca disperatamente di evitare il feroce fuoco dei cannonieri italiani che hanno gia' visto tre siluri a segno sulle loro corazzate. Il pilota intravede la sagoma della modernissima Vittorio Veneto e la punta poi sgancia: 'Fish released! Go and earn your bread!!!' Quindi via nell'oscurita' verso la salvezza del mare aperto... Il siluro manchera' il bersaglio.









-CACCIA IMBARCATO BLACKBURN SKUA - OP.WHITE - CANALE DI SICILIA 17 NOVEMBRE 1940
Nell’ambito delle operazioni Club run per rinforzare Malta di caccia, con l’operazione White gli Inglesi portano la vecchia portaerei Argus, scortata dalla Ark Royal e tre incrociatori, a 400 miglia dall’isola. Sulla sua rotta sono in arrivo le corazzate italiane e l’ammiraglio Somerville decide di lanciare gli aerei al limite di autonomia. Ricevuti gli ordini, i piloti fanno i loro calcoli, hanno un surplus di 45 minuti, decolleranno in due ondate, con uno Skua e sei Hurricane ciascuna, intervallate di un’ora, Skua in testa fino all’isola tunisina di Galite dove incontreranno un aereo inviato da Malta per guidarli. Tutto andra’ storto, 25 minuti andranno sprecati per comporre le formazioni, brutto tempo e venti contrari causeranno maggior consumo ed errori di rotta in aviatori abituati a volare con riferimenti terrestri e non sul mare aperto.
Comunque il primo gruppo incontra l’idrovolante Short Sunderland e lo segue verso Malta. A 12 minuti dall’aeroporto un Hurricane va giu’ senza piu’ carburante e l’idrovolante ammara per salvare il pilota. 4 minuti piu’ tardi un secondo hurricane precipita in mare, il Sunderland, ripreso il volo, lo cerca invano. Lo Skua e gli altri 4 Hurricane atterrano a Luqa col pochissimo carburante rimasto.
Intanto decolla il secondo gruppo con in testa lo Skua L2987 ma la formazione manca l’isola di Galite e perde l’incontro con l’aereo guida, probabilmente per venti contrari che la spingono su una rotta piu’ settentrionale e, proseguendo, non trovano neppure Malta. Gli Hurricane non hanno speranze, uno ad uno terminano il carburante. Da ciascuno, le angosciate chiamate radio sono ricevute a bordo delle navi e a Malta ma non c’e’ nulla che si possa fare, Malta e’ priva di radiofaro e le navi sono troppo lontane, dirette a Gibilterra. Le comunicazioni si interrompono mentre tutti e sei piombano in mare. Lo Skua ha piu’ autonomia e il pilota, resosi conto che non trovera’ piu’ Malta, vira a Nord sperando di arrivare sulla Sicilia, infine qui, fatto segno a colpi di contraerea, effettua un atterraggio di emergenza su una spiaggia siracusana, gli aviatori sono salvi ma prigionieri.
Per i sette piloti degli Hurricane, che i loro ammaraggi in emergenza siano riusciti o meno, il destino e’ crudele e si conclude nelle gelide acque di novembre del canale di Sicilia. L’ammiraglio Somerville dira’ che si e’ trattato di uno spaventoso fallimento, ‘a frightful failure’.

WIP



-CACCIA IMBARCATO FULMAR - ILLUSTRIOUS BLITZ – CANALE DI SICILIA GENNAIO 1941

10 Gennaio 1941, due mesi dopo Taranto, gli Inglesi si sentono cosi’ sicuri da organizzare una fitta rete di convogli di mercantili da e per Malta, Creta e Grecia protetti da corazzate e dalla portaerei Illustrious ma…
Il X Fliegercorp e' sceso in Sicilia e ai piloti tedeschi viene dato un unico ordine: affondate la portaerei.

Allertata dal radar, una sezione di Fulmar e’ in volo per respingere l’approccio degli S79 siluranti che volano a bassa quota, quindi si lancia al loro inseguimento, proprio allora il radar segnala aerei in avvicinamento in quota. La Guida caccia richiede di lanciare altri Fulmar ‘as fast as possible’ e alcuni sono rapidamente portati sul ponte di volo e approntati al decollo.
There was no CAP overhead and there were only six serviceable Fulmars in the hangar, two of which were brought up on the after lift. Barnes and I were leading the next section to take off and were on our way up to the bridge for briefing. I remember being told to get airborne as fast as possible as a huge formation was approaching from the northwards.
Alle 12,30 la portaerei chiede al comando flotta di portare le navi al vento entro 5 minuti. La risposta tarda a venire, alle 12,34 viene ricevuta l’approvazione per il cambio rotta. I Fulmar cominciano a rullare sul ponte quando i velivoli tedeschi vengono avvistati. Alle 12,35 la formazione nemica sorvola la flotta a 12.000 piedi. Alle 12,37 l’ultimo apparecchio decolla mentre le prime bombe cominciano a cadere.
This attack came at a bad moment for the fighters. Those in the air had already been engaged in two combats and were low down, and with little ammunition remaining. Relief fighters were ready on deck, but as the whole fleet had to be turned by signal from the Commander-in-Chief before they could be flown off, valuable minutes were wasted. In any case the Fulmar has not sufficient climbing speed to ensure being able to counter this type of attack, particularly if a heavy attack is launched shortly after a minor or diversionary attack.
L’assalto principale dura solo 7 minuti, un gruppo di 30 Stukas punta verso la Illustrious, altri 10 verso la Valiant come diversione per il fuoco antiaereo, l’ azione dimostra alta professionalita’.
We were at readiness on the flight deck and took off before Illustrious was to wind. Before we were at 2000ft the first bomb from a Ju87 hit the ship. It went into the open lift well and exploded in the hangar, it was really horrific to watch. As we climbed to attack, the Stukas were diving to bomb. When we reached height the air seemed full of aircraft. I looked down and saw poor Illustrious passing through huge columns of water, with smoke coming from the after end of the flight deck. It wasn’t long before we were out of ammunition and landed at Hal Far in Malta.
La portaerei risulta colpita 6 volte, con l’hangar in fiamme e il ponte inutilizzabile, e’ fuori controllo, riuscira’ a raggiungere Malta?




-CANNONE BOFORS 40mm- ILLUSTRIOUS BLITZ – FORTEZZA DI MALTA GENNAIO 1941

La Illustrious, arrancando tra il fumo degli incendi, con piu' di 100 morti a bordo, riesce a raggiungere Malta ed entra in Grand Harbour per le indispensabili riparazioni. Gli Inglesi sanno che gli Stuka torneranno. Mentre le maestranze, cui e' stato dato l'ordine di ignorare gli allarmi, lavorano febbrilmente per rimettere in efficienza la nave, e’ stesa una rete di protezione antiaerea. Un ‘barrage box’ costituito da artiglieria pesante e cannoni Bofors a tiro rapido piazzati finanche sulle antiche mura dei cavalieri. Formazioni di Stuka approcciano l’isola.
Take off, Take off, Take off, I Fulmar superstiti decollano dagli aeroporti dove si erano rifugiati, gli ordini sono di stare lontani dal porto, debbono intercettare al di fuori dell’ombrello difensivo della contraerea ma i piloti si sentono di dover dare il tutto per tutto per difendere la loro nave.
Un Fulmar si lancia in picchiata dietro ad uno Stuka proprio in mezzo allo sbarramento. Lo Stuka cerca di salvarsi volando basso sull’ acqua sollevandosi solo per superare una diga foranea. Cio’ concede al caccia la chance di sparare una raffica mortale, lo Stuka si schianta sul mare. Dopo l’atterraggio, il comando artiglieria di Malta riceve questo messaggio: Fulmar’s pilot does not think much of the accuracy of the AA gunners’ fire which had missed the Stuka but had badly damaged his own aircraft in a manner that this never will fly again'.
23 Gennaio 1941, nella notte la nave sgattaiola fuori dal porto e dirige alla massima velocita' permessa dai danni verso Alessandria senza aspettare i cacciatorpediniere di scorta. Vi giungera' ma dovra' ancora attraversare l' Atlantico per estesi lavori nei cantieri USA. Gli Inglesi non manderanno piu’ portaerei cosi’ addentro al canale di Sicilia.





- U-BOOTE IM MITTELMEER - Novembre 1941-1942

A partire dal tardo 1941 gli U-Boot tedeschi vengono in aiuto ai sommergibili italiani che ben pochi successi avevano conseguito. Dimostrano subito aggressivita’ ed efficienza affondando la portaerei Ark-Royal, la corazzata Braham e l’incrociatore Galatea, nel 1942 affonderanno anche la portaerei Eagle, ma il Mediterraneo e’ un mare pericoloso, con molte basi nemiche, forte sorveglianza aerea ed estesi campi minati. Il traffico mercantile inglese e’ ridotto e si limita a pochi convogli pesantemente scortati per Malta, i mercantili isolati solo sotto cosa egiziana o medio-orientale. Anche i sommergibili tedeschi, come gli Italiani, subiranno forti perdite e nessuno di loro varchera’ nuovamente lo stretto di Gibilterra.
WIP





-SILURO A LENTA CORSA MAIALE – ALESSANDRIA D’EGITTO NOTTE 18 DICEMBRE 1941

DeLaPenne: ‘Come va Bianchi?’ Bianchi: ’Bene comandante
D: ’Hai paura?’ B: ’Si, comandante’ D: ’Anch’io, Bene, andiamo
I tre equipaggi della X MAS penetrano il porto di Alessandria e portano a segno un colpo micidiale. Mentre De la Penne/Bianchi e Martellotta/Marino, pur con problemi ai respiratori, riescono comunque a raggiungere gli obiettivi assegnati, Marceglia e Schergat sul loro 223, avvistata la Queen Elizabeth, appruano il maiale per passare da quota occhiali alla immersione sotto chiglia e dirigono direttamente sulla nave da battaglia, la loro operazione sara' da manuale, vincolando la testata esplosiva alla carena.
La mattina seguente le corazzate Queen Elizabeth e Valiant risulteranno affondate sul basso fondale del porto, colpiti anche una petroliera ed un caccia. Per quanto l'importanza delle corazzate nella guerra aereonavale sia andata scemando a favore di portaerei e sommergibili, gli effetti dell'impresa si ripercuoteranno nella battaglia di mezzo giugno 1942. Il convoglio VIGOROUS diretto da Alessandria a Malta e’ costretto ad invertire la rotta alla notizia dell’uscita in mare della flotta da battaglia italiana. La scorta e’ costituita dai soli incrociatori in quanto il 1st battle squadron della Mediterranean Fleet, tradizionale fiore all'occhiello della Royal Navy, non esiste più dal dicembre 1941.



 
Data inserimento : Sat 15 Oct 2022 15:56
Categorie : 12SulMare1940/41