: N.O.C.S. |
Inviato da Sentinel il 7/12/2004 16:14:58 (1973 letture)
 | Creato per arginare la recrudescenza terroristica di quegli anni, l' Anticommando fu costituito selezionando personale particolarmente capace nell' utilizzo delle arti marziali e delle tecniche di difesa personale, prelevandolo direttamente dal gruppo sportivo delle " Fiamme Oro ". I trentacinque candidati vennero addestrati al tiro con armi corte e lunghe, alla guida " operativa ", al tiro di precisione e alle tecniche di assalto, divenendo pienamente operativi nel maggio del 1975, sotto il comando di Andrea Scandurra , ex membro delle Squadriglie Antibanditismo dispiegate sul finire degli anni '60 in Sardegna e nel meridione d' Italia onde contrastare il fenomeno mafioso in tali aree. Le occasioni per testare l' effettiva efficienza del nuovo reparto non tardarono ad arrivare e l' Anticommando si trovò a fronteggiare sia la formazione di estrema sinistra dei N.A.P. (Nuclei Armati Proletari), che il gruppo di estrema destra Ordine Nuovo, operazione quest'ultima che portò all'arresto dei ben noti latitanti Schiavone e Concutelli. | Il N.O.C.S. è posto sotto il comando di un Vice Questore e risulta esser articolato come segue:
SEGRETERIA DI SICUREZZA: ha il compito di provvedere agli aspetti amministrativi dell' attività del Nucleo
SEZIONE DI AUSILIO OPERATIVO: fornisce assistenza per gli operatori in campi che spaziano dal supporto medico a quello investigativo, tramite l' impego di un gabinetto video/informatico
SEZIONE OPERATIVA: composta come segue
- due Squadre Operative per le Azioni Speciali delegate, tra gli altri compiti, alle operazioni di salvataggio ostaggi, la riacquisizione di obiettivi in mano a commandos di terroristi, la cattura di pericolosi latitanti o di elementi i quali si sospettino esser armati ed intenzionati a far uso della forza, il supporto ai reparti territoriali della Polizia di Stato. Una delle due squadre è posta in costante stato di allerta onde fronteggiare eventuali crisi con tempi di dispiegamento sensibilmente ridotti.
- una Squadra Operativa di Sicurezza alla quale sono delegati i servizi di protezione V.I.P.
- un Nucleo Addestramento (costituito da elementi delle squadre operative) il quale cura tanto la selezione degli aspiranti operatori, quanto l' addestramento e l' aggiornamento degli effettivi in forze presso il Nucleo, nonchè lo sviluppo di nuove strategie d' intervento e la sperimentazione dei supporti tecnici da acquisirsi .
SELEZIONE E ADDESTRAMENTO Possono partecipare alle selezioni preliminari, tutti gli agenti di Polizia di Stato di sesso maschile i quali svolgano servizio d' istituto da almeno quattro anni e non abbiano compiuto il ventottesimo anno d' età. Dopo lo scrutinio del fascicolo personale del candidato, questo viene sottoposto ad un colloquio con l' ufficiale addestratore del reparto, seguito da due giorni di accertamenti sanitari, fisici e tecnici onde verificare la rispondenza ai requisiti richiesti dall' unità. Solamente durante tale fase di preselezione, l' attrito è del 90%. Tutti gli idonei frequenteranno quindi il corso base della durata di sei mesi, il quale prevede preparazione fisica, impiego di armi lunge e corte, tecniche di arrampicata, familiarizzazione con gli equipaggiamenti speciali, difesa personale, protezione ravvicinata e guida veloce. Al termine del corso, gli agenti sono inseriti all' interno della Squadra Operativa di Sicurezza (cui sono delegati i compiti di protezione V.I.P.). Durante tale periodo (della durata di due anni) vengono valutati quelli che sono gli agenti più adatti ad entrare a far parte delle Squadre Operative per le Azioni Speciali, previa frequentazione di un corso di specializzazione di quattro mesi. Tale specializzazione prevede, tra l' altro, la frequentazione di un corso incentrato sulla storia dell' ideologia terrorista (con particolare attenzione allo studio di vari "case studies" relativi alla risoluzione di crisi da parte di unità di intervento nazionali ed estere), il conseguimento del brevetto di paracadutista T.C.L. (Tecnica Caduta Libera), uso degli esplosivi, Close Quarter Battle (C.Q.B. ), tecniche di intervento, brevetto subacqueo (presso la fortezza del Varignano, sede del COM.SUB.IN.) e la frequentazione di un corso di lingua inglese. I corsi di specializzazione sono normalmente tenuti presso il Centro Addestramento di Abbasanta (Sardegna). E' bene notare come, per tutte i reparti speciali d' intervento, la preparazione e le esercitazioni non abbiano mai termine, ciò al fine di incrementare costantemente le capacità operative degli agenti, in attesa di quella chiamata che vedrà gli uomini del N.O.C.S. intervenire in situazioni ad alto rischio. Gli agenti si trovano quindi ad operare congiuntamente alle migliori unità similari nazionali ed estere, nel corso di esercitazioni specifiche. Hostage Rescue Team dell' F.B.I., R.A.I.D. della Police Nationale francese, S.E.K. della polizia tedesca e YA' MA' M di quella israeliana, sono solo alcune delle unità straniere che si addestrano regolarmente con il N.O.C.S..
Dal 2 al 6 giugno 2003, si è svolta in Germania presso Hangelar, sede del G.S.G.9, una competizione tra i reparti d' intervento delle forze dell' ordine di tutto il mondo, denominata C.T.C. (Combat Team Conference) e che a luogo con cadenza quadriennale presso la sede del G.S.G.9 tedesco. A rappresentare l' Italia, il G.I.S.dell' Arma dei Carabinieri ed il N.O.C.S., il quale ha ottenuto una formidabile seconda posizione nella classifica finale della competizione.
OPERAZIONI DEL NUCLEO OPERATIVO NOTE
"WINTER HARVEST" 28 gennaio 1982, Padova, operazione "WINTER HARVEST" : il Nucleo pone in essere la liberazione di James Lee Dozier, Generale NATO e massima autorità statunitense presente in Italia all' inizio degli anni '80. Rapito dal suo appartamento a Verona il 17 dicembre 1981 dalle Brigate Rosse, e tenuto prigioniero in un appartamento di Padova, venne liberato dagli uomini del N.O.C.S. il mese seguente al termine di un' intensa attività investigativa che vide il coinvolgimento della N.S.A. (National Security Agency) statunitense. Per il brillante esito dell' intervento, i dodici operatori che presero parte al blitz vennero insigniti della Medaglia d' Argento dal Governo degli Stati Uniti d' America, mentre il miliardario texano Ross Perot donò a ciascuno una pistola Smith&Wesson recante sulla slitta la dedica " For the rescue of Brigadier General Dozier ": " Per il salvataggio del Generale Dozier "
29 luglio/3 agosto 1989: durante le prime ore del mattino del 29 luglio 1989, una squadra del N.O.C.S. rimane coinvolta in un drammatico conflitto a fuoco con i sequestratori dell' industriale fiorentino Dante Belardinelli. Partiti dalla villa dell'industriale nei pressi di Firenze, e sostituitisi ai familiari del rapito per consegnare il riscatto (in realtà sacchi di plastica riempiti di comunissima carta), alle 02:25 circa gli operatori giungono nei pressi dello svincolo San Cesareo della Roma-Firenze a bordo di una vecchia 126 , seguiti da altri due veicoli in incognito. Proprio allora avviene il contatto con i malviventi: la 126 viene affiancata da una Lancia delta con a bordo quattro dei sequestratori, fanno cenno di accostare. Gli agenti fingono di obbedire ma ordinano alle due auto civetta che li seguono di entrare in azione. I malviventi si accorgono dell' inganno ed aprono il fuoco contro una di esse: grazie ad una rapida manovra di uno degli agenti alla guida, i quattro sequestratori hanno la strada sbarrata. La Lancia, per sfuggire al blocco dei N.O.C.S., fa retromarcia tamponando la 126 mentre i tre agenti che la occupavano aprono il fuoco da terra. Il conflitto a fuoco avviene ora a distanza ravvicinata: dalla Lancia uno dei banditi spara contro gli agenti con un fucile a canne mozze, le armi delle teste di cuoio eruttano fuoco e lo abbattono. Lo scontro durerà pochi minuti, a terra resteranno due dei malviventi, un sottufficiale del N.O.C.S. rimarrà in coma per diverse settimane, altri due riporteranno ferite non gravi, ed i due sequestratori, catturati e interrogati, daranno una svolta alle indagini che porteranno, alle prime luci dell'alba del 3 agosto , alla liberazione di Dante Belardinelli.
28 maggio 2002, Pratica di Mare (Roma), Vertice N.A.T.O.-RUSSIA: in occasione della storica firma del trattato di Roma, che sancisce ufficialmente l' entrata della Russia nella N.A.T.O. (North Atlantic Treaty Organization) , eccezionali misure di sicurezza vengono adottate a difesa della base militare di Pratica di Mare, luogo adibito ad ospitare il summit. A garantire la sicurezza dei cieli è stato predisposto un Gruppo Campale di Comando e Controllo (G.C.C.C.) dell' Aeronautica Militare, al quale un aereo radar Awacs ha costantemente inviato i dati dello spazio aereo sovrastante in tempo reale. In caso di minaccia aerea, le informazioni sarebbero state inviate al Comando Operativo Forze Aeree di Poggio Renatico ( Ferrara ) per poi rimbalzare alla situation room allestita a Pratica di Mare all' interno della quale un team di sette persone, guidato dal Capo di stato maggiore dell' Aeronautica Sandro Ferracuti, avrebbe ordinato l' eventuale abbattimento tramite la squadra aerea costituita da due coppie di Tornado ed F-104. In caso di minaccia da parte di un apparecchio sensibilmente più piccolo o di un ultra leggero, l' intervento sarebbe spettato rispettivamente agli MB 339 o agli elicotteri armati HH3F. Quale ultima difesa sono state disposte batterie di missili Spada, Aspide e Hawk, nonchè l' intervento missilistico grazie alle unità della Marina presenti entro 15 miglia dalla costa laziale. Queste ultime sono state impiegate quale piattaforma operativa dal G.O.I. del COM.SUB.IN., il quale sembra aver dispiegato per l' occasione la propria flottiglia di mezzi subacquei speciali, onde contrastare le attività di gruppi di sabotatori provenienti dal mare (eventualità paventata nei giorni precedenti al summit dalla stessa F.B.I. statunitense). I team di ispezione del Reggimento San Marco erano inoltre presenti sulle unità navali al fine di effettuare eventuali abbordaggi ed investigazioni di vascelli sospetti. Data la distanza tra il litorale e la base, risulta probabile che ulteriori distaccamenti di forze speciali siano stati dispiegati sulla terra ferma unitamente ai reparti territoriali delle forze dell' ordine a cavallo ed appiedati. In caso poi di pericolo imminente per le venti delegazioni straniere, sono stati predisposti piani di evacuazione aerea tramite apparecchi ad ala rotante in assetto S.A.R. (Search And Rescue), mentre la sicurezza nel sottosuolo è stata assicurata da squadre presenti nel complesso fognario sottostante l' obiettivo (non escludiamo che la Francia abbia contribuito tramite lo SNIO, un corpo di circa 15 uomini in grado di operare in tali ambienti). Copertura assicurata anche in caso di attacco chimico o batteriologico grazie agli operatori N.B.C. dell' Esercito Italiano e qualora fossero stati rinvenuti ordigni convenzionali per mezzo di nuclei E.O.D.. Per ciò che concerne la protezione ravvicinata delle personalità presenti, G.I.S. e N.O.C.S. hanno operato probabilmente a stretto contatto con i reparti stranieri distaccati a seguito delle delegazioni. Almeno a giudicare dalle immagini diffuse dai media nazionali, sembrerebbe inoltre che uomini dei sopra citati reparti fossero presenti a bordo delle auto del corteo presidenziale di George W. Bush, in veste di "counter attack teams" misti, in tandem con gli agenti dello United States Secret Service (U.S.S.S.) armati di lancia razzi spalleggiabili terra-aria Stinger. Notevoli anche le misure di sicurezza nella Capitale e sui 30 chilometri di arterie stradali che separano questa da Pratica di Mare: la corsia centrale della Cristoforo Colombo è stata per l' occasione riservata ai mezzi diretti verso la base, mentre numerosi sono stati i posti di blocco istituiti dalle forze dell' ordine. Un totale di 15.000 uomini ha assicurato che il primo importante vertice del nuovo millennio si svolgesse in assoluta, sicurezza fornendo uno splendido esempio di professionalità e senso del dovere.
5-6 maggio 2003, via Mosè Bianchi, Milano: sono da poco passate le 15:00 di lunedì 5 maggio 2003, quando Andrea Calderini, un trentunenne con gravi problemi psichici, uccide a colpi d' arma da fuoco un' anziana vicina di casa per poi barricarsi nel proprio appartamento e far nuovamente fuoco contro tre passanti che cadono a terra feriti. Decine di volanti delle forze dell' ordine accorrono sul posto, isolando la zona. A cercare di far arrendere lo squilibrato (il quale è nell' appartamento con la giovane moglie) anche il questore di Milano Vincenzo Boncoraglio, assieme alla madre e al padre dell' uomo. Mentre il team di negoziazione si mette al lavoro per arrivare ad un epilogo incruento della vicenda, viene tagliata la fornitura di gas alla zona, onde evitare che il sospetto faccia saltare in aria lo stabile in un ultimo gesto di follia. Quando le chiamate telefoniche dei negoziatori non ottengono più risposta, si decide, intorno alle 17:00, di far arrivare da Roma gli uomini del N.O.C.S., che giungeranno alle 20:00 a Milano. Alle 23:00 circa, gli operatori prendevano posizione intorno all' obiettivo, mentre alle 00:20 la squadra d' assalto entrava nello stabile da due entrate distinte. Il blitz ha avuto luogo alle 00:55 circa, e si è svolto (come da consuetudine) in pochi secondi, dopo che alcuni operatori si sono calati sul balcone dell' appartamento del Calderini. All' interno dell' obiettivo, gli agenti hanno rinvenuto il cadavere della moglie di Calderini e lo stesso sospetto, suicidatosi con un colpo di pistola in bocca (entrambi i decessi sarebbero avvenuti alle 16:00 circa). L' operazione avrebbe coinvolto in tutto una ventina di uomini del N.O.C.S., i quali avrebbero anche fatto uso di una piccola carica esplosiva (forse applicata alla porta d' ingresso dell' appartamento). Tra le armi impiegate, le pistole mitragliatrici Heckler&Koch MP5-K in 9mm.. Interessante, a margine della tragica vicenda, la considerazione espressa dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini, sulla necessità di disporre di reparti d' intervento rapido dislocati su tutto il territorio nazionale: "Bisogna tener presente che Milano e la Lombardia sono territori molti grandi, popolati e complessi. Anche statisticamente questo è un territorio dove possono accadere delle emergenze e non dimentichiamo che, al di là della tragedia di lunedì a Milano e in Lombardia, esiste il problema, oltre che della criminalità, anche del terrorismo islamico e quello delle brigate rosse".
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